In Automazione

COS’È UN PRESSOSTATO E COME FUNZIONA

Il pressostato digitale è un apparecchio che permette il controllo automatico di flusso di un liquido o un gas all’interno di un impianto, aprendo o chiudendo un circuito elettrico al variare della pressione del fluido stesso; è quindi un dispositivo indispensabile nei sistemi e negli impianti che prevedono il passaggio e la regolazione di tutti i tipi di fluidi.

Un pressostato, in sostanza, funziona come un interruttore di pressione: rilevando la variazione della pressione di un fluido, a seconda della sua configurazione e taratura l’apparecchio emette un impulso elettrico regolando la pressione del fluido all’interno del sistema o dell’impianto. Se il fluido supera una determinata soglia di pressione, il dispositivo entra in funzione ripristinando la pressione del gas o del liquido entro il range di taratura previsto. È dunque un apparecchio di controllo automatico, sul quale però è possibile intervenire anche manualmente in caso di necessità.

 

I pressostati possono essere di diverse tipologie: pneumatici – come quelli per compressore, di cui abbiamo parlato qui , idraulici -come ad esempio quelli utilizzati nei sistemi di irrigazione o antincendio- meccanici -utilizzati negli impianti sanitari, di riscaldamento e ventilazione- oppure digitali.

I DISPOSITIVI DIGITALI

Tra tutte le tipologie esistenti, il pressostato digitale è il dispositivo più complesso e sofisticato. I pressostati digitali hanno un campo di applicazione molto vario, e possono essere utilizzati sia in impianti che utilizzano fluidi generici – gas oppure liquidi – sia in sistemi particolari che prevedono il passaggio di fluidi corrosivi.

Il pressostato digitale si basa su un funzionamento elettronico: a differenza di un dispositivo meccanico, in cui sono delle parti mobili a determinare l’apertura o la chiusura dell’interruttore, nel pressostato digitale è presente un microcircuito formato da resistori che rilevano la tensione elettrica del sistema. Queste informazioni vengono quindi elaborate da un microprocessore che, a seconda della taratura iniziale, attiva o disattiva il contatto elettrico. In questo tipo di dispositivo, quindi, l’input elettrico viene trasformato in un formato digitale, che ne permette la lettura e l’interpretazione da parte di un computer.

Se a contatto con fluidi corrosivi, vanno utilizzati pressostati privi di parti metalliche con separatori e membrane in plastica a protezione del dispositivo.

VANTAGGI DEL PRESSOSTATO DIGITALE

Sebbene per la loro complessità siano dispositivi decisamente più costosi rispetto a quelli meccanici, i pressostati digitali sono anche più resistenti e precisi e offrono funzioni specifiche adatte a situazioni in cui è richiesta flessibilità oppure è importante che il flusso sia mantenuto particolarmente stabile.

  • Resistenza: la mancanza di parti mobili, che sono alla base del funzionamento dei pressostati meccanici e per loro natura e funzionamento sono soggette ad usura e rischio di rottura, permette al pressostato digitale di durare nel tempo ed essere notevolmente più resistente di un dispositivo meccanico.
  • Precisione: misurare la tensione elettrica del sistema permette inoltre al pressostato digitale di rilevare alterazioni anche minime nel flusso del liquido o del gas, riportando quindi un grado di precisione decisamente maggiore rispetto ai comuni pressostati meccanici. Questo lo rende adatto ad impianti o sistemi nei quali è necessario mantenere una notevole stabilità del flusso.
  • Programmabilità: un altro vantaggio dei pressostati digitali sta nella possibilità di programmazione del dispositivo, rendendolo adatto a sistemi nei quali è necessaria una certa flessibilità nel controllo del flusso.
  • Isteresi configurabile: nei pressostati comuni, il dispositivo è pretarato dal costruttore con una funzione di isteresi, che consiste nella differenza tra il punto di commutazione, ossia la soglia oltre la quale il pressostato si attiva, e il punto di reset. Nei pressostati digitali, invece, questo range è programmabile attraverso un software oppure direttamente dal display dell’apparecchio, permettendo di intervenire sul sistema.
  • Controllo di una finestra di valori: oltre alla funzione isteresi, i pressostati elettronici garantiscono anche la cosiddetta funzione finestra, che consente non soltanto il controllo di due valori soglia come nell’isteresi ma di un intervallo di misura al quale viene rapportato uno stato di commutazione definito. Anche questa funzione è configurabile e può svolgere un ottimo supporto di controllo dell’impianto.

PRESSOSTATI DIGITALI SMC

Da Pretto è possibile trovare i pressostati digitali SMC per fluidi generici e gas non corrosivi e non infiammabili; i dispositivi sono disponibili con diverse tipologie di connessione (maschio, femmina, raccordo istantaneo a modello dritto e a gomito), grado di protezione IP40, IP65 e IP67, pressione nominale massima da 100 kPa a 15 MPa, uscita IO-Link, PNP/NPN o analogica (tensione/corrente), con display integrato oppure trasmettitore