FLUSSOSTATO

Il flussostato è un dispositivo di fondamentale importanza in tutti gli impianti dove è necessario installare un sistema di controllo del flusso al fine di monitorare ed eventualmente variare il passaggio e il valore di portata di un fluido all’interno di un impianto.
Non è da confondersi con il flussimetro, che invece misura la portata del fluido;

il flussostato è invece un semplice sensore di flusso, che non effettua misure ma si attiva o disattiva a seconda di opportuni valori preimpostati.

FUNZIONAMENTO DI UN FLUSSOSTATO

Il flussostato agisce come un apparecchio di controllo a due stati, ossia aperto o chiuso. La presenza o assenza del fluido all’interno dell’impianto, rilevata dal dispositivo a seconda di valori soglia determinati in anticipo, apre o chiude un interruttore attivando o disattivando il contatto elettrico.
Il principio di funzionamento è lineare: nel caso di un flussostato elettromeccanico, l’apparecchio contiene un dispositivo – una membrana, una lamella o un pistone – che reagisce alla spinta esercitata dal fluido.

Il movimento di questo dispositivo è contrastato da una molla regolabile, che tiene la membrana o il pistone in posizione in situazioni di riposo. La molla può essere regolata tramite una vite, impostando in anticipo dei valori soglia di attivazione e disattivazione; tra le due soglie è presente un intervallo di tolleranza, l’isteresi, al fine di limitare le commutazioni indesiderate.

In condizione di riposo, la molla mantiene aperto il contatto elettrico di un microinterruttore; se la portata del fluido nell’impianto supera la spinta della molla e di conseguenza il valore di intervento, il microinterruttore chiude il contatto, facendo diminuire o cessare il passaggio del fluido. Quando quest’ultimo ritorna al di sotto della soglia di intervento cessando o diminuendo la spinta sul dispositivo, la molla torna in posizione e riapre il contatto elettrico.

CAMPI DI APPLICAZIONE

Il flussostato deve essere installato in tutti quegli impianti che prevedono un sistema di processo e di controllo del flusso, quali ad esempio gli impianti idrosanitari di riscaldamento, gli impianti di refrigerazione, le pompe di calore e gli impianti di condizionamento, i sistemi di filtraggio dell’aria, di trattamento delle acque e nei processi di pompaggio.
Esistono diverse tipologie di flussostato a seconda del sistema di controllo e dell’impianto nel quale viene installato: la tipologia più comune è quella dei flussostati elettromeccanici, a cui si aggiungono i flussostati elettronici e digitali e Atex.

PRINCIPALI TIPOLOGIE DI FLUSSOSTATO

La tipologia tradizionale è quella del flussostato elettromeccanico, che presenta numerosi vantaggi: in primis la semplicità di installazione e di utilizzo, una notevole resistenza, ampie possibilità di regolazione dei valori soglia e non ultimo una bassa manutenzione.
Il limite principale di questa tipologia di flussostato sta appunto nelle parti meccaniche che devono garantire una buona tenuta e nei limiti dei contatti elettrici regolati dalle parti meccaniche del dispositivo.
Un’altra tipologia è quella del flussostato elettronico digitale, che può avere un display integrato oppure a distanza, in modo da garantire un controllo anche da remoto.
Abbiamo infine il flussostato Atex, specificamente progettato per l’installazione in ambienti a bassa pressione o a rischio di esplosione.